A caccia dello scatto

La fotografia, arte visiva che ci accompagna da quasi due secoli.
Testimone di avvenimenti, di momenti storici e ricordi di vita.
La fotografia fa sempre più parte del nostro quotidiano, in ogni smartphone, con ormai almeno un obiettivo, sempre pronto a rendere immortale un momento, immortalare.
Un arte così potente, evocativa e comunicativa che è sempre più presente nelle nostre vite.
Siamo tutti un po’ fotografi, chi più chi meno, chi più reporter chi più artista.
Chi pratica la fotografia nelle sue varie forme, conosce quell’inquietudine , la frustrazione, quel vivere l’attesa del momento giusto, dello scatto giusto.
Quell’inquietudine aumenta, finché arriva il momento e tieni stretto lo strumento per immortalare quell’attimo , quell’immagine che potente racconta, descrive un istante che vuole raccontare un’emozione.
Potenti fotografie che raccontano momenti storici.
Raccontano per ricordare, per conoscere e non ripetere errori commessi in drammatici momenti della storia dell’umanità.
La fotografia come la caccia, momenti di attesa, fermi o in movimento, alla ricerca del momento dello scatto, dello sparo.
“one shot”, uno sparo, uno scatto.
Così simili ma cosi diversi.
Uno scatto e quel momento, quella persona, quell’animale diventeranno eterni, immortalati; resi immortali.
Uno sparo e quel momento, quella vita s’interrompe.
Emozioni simili, il gran poter di uno scatto, il potere uno sparo, due azioni che portano a due destini così diversi.
Arriverà il momento in cui il cacciatore sarà solo colui che catturerà momenti, che con uno scatto, “one shot”, renderà immortali.
Arriverà il momento in cui saremo tutti fieri di poter rendere immortali, con uno scatto.
Sarà il momento in cui nessuno sentirà di poter interrompere una vita con uno sparo.
